All’alba dell’8 agosto 1806, il maresciallo André Masséna diede il segnale d’attacco. Le truppe napoleoniche divisero l’assalto in tre colonne convergenti per accerchiare l’abitato di Lauria, sfruttando l’artiglieria pesante piazzata sui crinali circostanti per scardinare le difese improvvisate.
La resistenza dei laurioti fu disperata ed eroica. Dalle finestre, dai tetti, dalle feritoie del castello e dietro le mura della Chiesa di San Nicola e del Convento dei Cappuccini, uomini, donne e sacerdoti risposero al fuoco francese con fucili da caccia, sassi e pece bollente.
L’irruzione delle truppe e la devastazione
Nonostante l’ostinata difesa, la soverchiante superiorità numerica e tattica dei reggimenti francesi spezzò la linea difensiva. Penetrati nel quartiere superiore, i soldati imperiale scatenarono una rappresaglia spietata: ricevettero l’ordine di non dare quartiere.
Per tre giorni consecutivi Lauria fu data alle fiamme e al saccheggio sistematico. Furono distrutti archivi secolari, depredate opere d’arte sacra e incendiate centinaia di abitazioni. Le stime storiche più accreditate parlano di circa mille vittime civili, una cifra spaventosa per la demografia dell’epoca.
Lo stesso generale francese Paul Thiébault, testimone diretto degli scontri, annotò nelle sue memorie personali la crudezza spaventosa di quelle giornate:
“Lauria fu interamente bruciata; non rimase che un cumulo di rovine fumanti, e l’odore della carne arsa riempiva l’aria per miglia intorno.”
La rinascita e il valore della memoria storica
Nonostante l’annientamento materiale, la comunità di Lauria trovò nella propria tenacia la forza per risollevarsi. Negli anni successivi alla Restaurazione, il borgo fu ricostruito attorno alle sue piazze storiche e i cittadini tornarono a popolare i rioni dell’Armo e del Cafaro.
Oggi, il ricordo di quell’eccidio non è solo una ferita del passato, ma un simbolo imperituro dell’attaccamento viscerale del popolo lucano alla propria indipendenza e libertà. Ogni anno la comunità commemora le vittime di quelle tragiche giornate di agosto, testimoniando come la storia non sia mai dimenticata.
Fonti storiche e bibliografia
- Tommaso Pedio, La Basilicata nel periodo napoleonico, Edizioni del Centro Librario, 1968.
- Paul Thiébault, Mémoires du général baron Thiébault, Librairie Plon, Parigi, 1895.
- Carlo Pesce, Il saccheggio di Lauria del 1806 narrato dai contemporanei, Tipografia Lagonegrese, 1903.
- Antonio Boccia, Relazione della visita fatta per ordine di S.M. Giuseppe Napoleone nella Basilicata, Ristampa a cura di Deputazione di Storia Patria.
