Arroccato a circa cinquecento metri d’altitudine sopra la verdissima Valle del Noce, il borgo di Rivello appare al viaggiatore come un presepio di pietra scolpito sui crinali di tre colline (il Motta, la Serra e il Poggio). Ma dietro i suoi vicoli lastricati, i gradoni coperti e i portali in pietra lavorata, Rivello cela un’eccezionalità storica e antropologica unica nel panorama del Mezzogiorno: la plurisecolare convivenza pacifica tra due popoli, due lingue e due riti liturgici distinti, i Greci e i Latini.
Per oltre cinque secoli, dal Medioevo fino all’alba dell’età moderna, Rivello è stata una città sdoppiata, divisa in due quartieri autonomi governati da cleri indipendenti pur convivendo all’interno della medesima cinta muraria.
L’eredità bizantina e i monaci basiliani
Le origini di questa singolare configurazione risalgono all’Alto Medioevo, tra l’VIII e il X secolo d.C. In seguito all’avanzata araba in Sicilia e alle persecuzioni iconoclaste a Costantinopoli, ondate di monaci greci e profughi dall’Oriente trovarono rifugio sicuro tra le valli impervie della Lucania e della Calabria, dando vita all’epopea del monachesimo italo-greco (la celebre regione monastica del Mercurion).
A Rivello, la comunità di lingua greca e di rito bizantino si stabilì nella parte alta e più scoscesa del crinale roccioso, fondando il quartiere dei Greci. Nel contempo, la popolazione autoctona di stirpe longobarda e romana rimase insediata nel quartiere basso, praticando la liturgia in latino secondo il rito romano.
“Nello stesso borgo risuonavano al mattino le campane a martello dei sacerdoti latini e i canti solenni in lingua greca dei papàs bizantini: due mondi affacciati sullo stesso burrone.”
Due parrocchie gemelle per due comunità
Questa bipartizione non era simbolica, ma strettamente istituzionale. La parte alta faceva capo alla veneranda Parrocchia di San Nicola dei Greci, dove le messe venivano celebrate in lingua greca, i sacerdoti potevano sposarsi secondo la tradizione orientale e il battesimo veniva impartito per triplice immersione.
La parte bassa rispondeva invece alla monumentale Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, baluardo della liturgia latina, del canto gregoriano e della gerarchia curiale occidentale.
Come riuscirono queste due comunità a convivere per generazioni senza cadere in sanguinose guerre civili o religiose?
