La convivenza tra greci e latini a Rivello fu regolata da precisi patti civici e sentenze ecclesiastiche sancite dai vescovi di Policastro e Cassano all’Jonio. Ciascuna parrocchia manteneva la giurisdizione sui propri fedeli: le cerimonie matrimoniali “miste” prevedevano che la sposa seguisse il rito del marito, e i confini tra i due quartieri erano delimitati da precise croci votive in pietra scolpita.
Non mancarono momenti di vivace rivalità, soprattutto per la precedenza nelle grandi processioni patronali o per la riscossione delle decime, ma il rispetto reciproco prevalse sempre sulle discordie.
La transizione cinquecentesca e il Concilio di Trento
Il punto di svolta giunse nel corso del Cinquecento. Sotto la spinta accentratrice della Controriforma avviata dal Concilio di Trento (1545–1563) e le visite pastorali dei vescovi tridentini, la Santa Sede impose la graduale latinizzazione di tutte le antiche comunità greche dell’Italia meridionale.
A Rivello il rito bizantino venne definitivamente abbandonato all’inizio del Seicento, con la scomparsa degli ultimi anziani papàs greci e l’adeguamento del messale al rito romano. Tuttavia, la fusione culturale non cancellò l’identità del borgo: la sublimò.
I due rioni riversarono la loro antica rivalità in una straordinaria gara di mecenatismo artistico. Tra il Seicento e il Settecento, Rivello arrivò a contare ben 23 tra chiese, cappelle gentilizie e monasteri, arricchiti con pale d’altare lignee intagliate, tele di scuola napoletana e affreschi monumentali.
Il tesoro della Chiesa di San Nicola dei Greci
La Chiesa di San Nicola dei Greci testimonia ancora oggi nel suo impianto questa doppia anima: nella cripta ipogea trecentesca riaffiorano frammenti di affreschi votivi di chiara impronta ieratica orientale, mentre la parte superiore trionfa in una sontuosa architettura barocca con coro ligneo intagliato e sculture polimateriche.
Poco più a valle, la maestosa Santa Maria Maggiore risponde con la sua scalinata scenografica, il maestoso campanile romanico-rinascimentale e pregevoli opere lignee dorate a foglia.
Oggi, chi cammina lungo i vicoli pensili di Rivello respira questa millenaria armonia: una lezione storica di dialogo e coesistenza pacifica che fa del borgo uno dei centri storici più preziosi dell’intero Meridione.
Fonti storiche e bibliografia
- Nicola Florenzano, Rivello: dalle origini al tramonto del rito greco, Tipografia San Paolo, 1934.
- Antonio Boccia, Memorie della Diocesi di Policastro, Napoli, 1898.
- Ministero della Cultura - Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, Rivello: Guida al patrimonio storico-artistico.
- Archivio Diocesano di Tursi-Lagonegro, Atti delle Visite Pastorali (secc. XVI-XVII).
