Sospesa come una sentinella naturale tra le vette dell’Appennino e l’azzurro del Golfo di Policastro, Trecchina vanta una delle collocazioni paesaggistiche e difensive più spettacolari della Basilicata sud-occidentale. Circondata da fitti boschi di castagno e profumata dalla brezza marina del Tirreno, la cittadina deve la propria conformazione storica al poderoso Castello baronale (conosciuto come “il Castello Rupe”), che sorge sulla cresta rocciosa più alta del paese.
Fondata in epoca medievale come presidio di controllo militare sulla strategica via di valico che collegava la costa di Maratea con i fertili altipiani interni del Lagonegrese, Trecchina è stata per secoli una roccaforte ambita da dinastie nobiliari e baroni del Regno di Napoli.
La fortezza sulla rupe: architettura e baluardo difensivo
Le prime fortificazioni stabili sul sito risalgono all’epoca normanno-sveva, ma fu sotto il dominio della potente famiglia feudale dei Caracciolo e successivamente dei Grimaldi nel corso del Cinquecento che il complesso assunse l’aspetto di un possente fortilizio bastionato.
Edificato direttamente a strapiombo sulle pareti rocciose calcaree, il castello sfruttava la morfologia del terreno come prima inespugnabile difesa naturale. Dalle sue torri di avvistamento quadrangolari e cilindriche, le guardie potevano comunicare a vista sia con le torri costiere di Maratea, sia con i castelli di Lauria e Rivello, scambiando segnali di fumo di giorno e fuochi di notte all’avvistamento delle temute navi saracene o corsare turche.
“Dalla rupe del castello, lo sguardo spazia contemporaneamente verso l’azzurro del Tirreno e le nevi del Sirino: una cerniera perfetta tra montagna e mare.”
Il borgo antico e la vita comunitaria
Ai piedi della rupe difensiva si sviluppò il borgo antico, detto “il Castello” o “il Fortino”, caratterizzato da un dedalo suggestivo di viuzze strette, archi in pietra a tutto sesto, logge panoramiche e sottopassi coperti progettati per resistere agli assedi e proteggere gli abitanti dai rigori invernali.
Con il progressivo declino delle minacce militari nel Settecento, l’abitato si espanse verso il verdeggiante pianoro sottostante – l’odierno quartiere del Piano –, sviluppandosi attorno alla grandiosa e alberata Piazza del Popolo, una delle più ampie ed eleganti della Basilicata.
Oggi, i ruderi imponenti del Castello Rupe e le sue mura perimetrali continuano a dominare il paesaggio con fascino immutato. Un percorso panoramico immerso nella macchia mediterranea consente di raggiungere la sommità della roccia, regalando ai visitatori un viaggio indimenticabile nella storia difensiva del territorio lucano.
Fonti storiche e bibliografia
- Giuseppe Cernicchiaro, Storia e architettura dei castelli nel Golfo di Policastro, Edizioni Athena, 1988.
- Archivio di Stato di Napoli, Fondo Feudi e Feudatari del Principato Citra e Basilicata.
- Raffaele Colapietro, La Basilicata nel Seicento: feudi, baronie e comunità montane, Deputazione di Storia Patria.
- Comune di Trecchina, Piano di recupero del centro storico e valorizzazione dell’antico borgo Rupe.
