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Beato Domenico Lentini: il santo sacerdote di Lauria amato dal popolo

di Redazione La Voce della Valle
Beato Domenico Lentini: il santo sacerdote di Lauria amato dal popolo

Predica del B. Domenico Lentini - opera del maestro Emilio Larocca (1932–2017) - fonte museolarocca.it


Nel tessuto storico e spirituale di Lauria, nessuna figura è venerata con altrettanto affetto e devozione popolare quanto il Beato Domenico Lentini (1770–1828). Conosciuto e invocato in tutta la Basilicata come “un angelo dell’altare e un apostolo del confessionale”, don Domenico ha incarnato un modello di santità radicale, interamente speso a favore degli ultimi, degli affamati e degli emarginati.

Nato a Lauria il 20 novembre 1770 in una modesta e devota famiglia di calzolai, Domenico manifestò sin dalla prima adolescenza una vocazione religiosa autentica e austera, maturata attraverso lo studio della teologia morale e il digiuno costante.

Una vita spesa per gli indigenti

Ordinato sacerdote a Salerno nel 1794, don Domenico scelse deliberatamente di non perseguire carriere ecclesiastiche prestigiose o benefici curiali, preferendo rimanere per sempre nella sua Lauria come semplice sacerdote diocesano. La sua casa paterna divenne ben presto un porto di salvezza per chiunque fosse nel bisogno.

Spogliatosi di ogni bene materiale, cedeva ai poveri il proprio cibo, i pochi abiti che possedeva e persino la legna per riscaldarsi d’inverno, dormendo sovente sulla nuda terra o su un pagliericcio logoro. La sua predicazione, incentrata sulla Passione di Cristo e sull’amore verso i derelitti, sapeva scuotere le coscienze anche dei briganti e dei potenti più induriti.

“Non vi è gioia più grande per il cristiano che farsi servo di chi non possiede nulla su questa terra.”

Miracoli, profezie e la beatificazione

La tradizione popolare e i processi canonici attribuiscono al sacerdote lauriota numerosi prodigi: guarigioni istantanee di malati considerati incurabili, profezie su eventi futuri e il dono della chiaroveggenza durante le confessioni sacramentali. Durante la terribile carestia del 1799 e gli anni durissimi delle guerre napoleoniche, la sua intercessione fu il punto di riferimento morale che evitò la disgregazione sociale della comunità.

Alla sua morte, avvenuta a Lauria il 25 febbraio 1828 all’età di 57 anni, il suo corpo rimase esposto per sette giorni nella Chiesa Madre di San Nicola senza manifestare segni di corruzione, mentre migliaia di fedeli giunsero da ogni angolo del Regno delle Due Sicilie per rendergli omaggio.

Il 12 ottobre 1997, in una Piazza San Pietro gremita di pellegrini lucani, Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato solennemente Beato, consacrando la memoria di un pastore che ha fatto della carità il motore della storia. Oggi la sua tomba, nella Chiesa Madre di San Nicola a Lauria, continua ad essere meta ininterrotta di preghiera.


Fonti storiche e bibliografia

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